E' il professor Attilio Scienza, docente all’Università di Milano e tra i massimi esperti di viticoltura al mondo che ha sottolineato l’importanza di studiare nuovi vitigni più resistenti alle malattie, “per arrivare ad un vino davvero bio e di qualità”. Tutto questo senza ricorrere agli Ogm, ma con la tecnica del “genoma editing, mutuata dalla medicina umana, con la quale, in estrema sintesi, non si fa altro che accelerare il processo di selezione naturale di varietà di uva più resistenti alle malattie e ai cambiamenti climatici, senza alterarne le qualità organolettiche, che consentirebbero così un minor uso di agrofarmaci e trattamenti, con ricadute positive sull’ambiente, sulla salute di chi vive e lavora in vigna, e ovviamente anche sull’economia delle aziende”. Anche il Ministero delle Politiche Agricole appoggia queste idee, tanto che nella Legge di Stabilità ad inizio anno, ha inserito uno stanziamento di 21 milioni di euro per quello che è stato definito il più importante progetto di ricerca pubblica mai fatto in Italia su un argomento tanto attuale quanto delicato, come il miglioramento genetico attraverso biotecnologie sostenibili in agricoltura, vite compresa.
Maurizio Peroni
LA VOCE DELLA TIPICITA' DEI VINI DELLA TRADIZIONE PICENA E FAMILIARE !
THE VOICE AND THE UNIQUE CHARACTER OF THE FAMILY AND PICENO TRADITION !
THE VOICE AND THE UNIQUE CHARACTER OF THE FAMILY AND PICENO TRADITION !
giovedì 25 febbraio 2016
giovedì 18 febbraio 2016
LE PROSPETTIVE DI MERCATO DEL CONTINENTE NERO
Dopo la Cina sono in molti a credere che l’Africa sia il nuovo continente per l’export europeo, anche se gli ostacoli da superare saranno molti. Sembra però che i giochi si possano fare, visto che i francesi hanno già incominciato a tessere le tele in quei Paesi in cui l’economia cresce e gli stili di vita guardano verso occidente, come Etiopia, Kenya e Tanzania. Le previsioni parlano che i consumi del Continente Nero toccheranno quota 1,4 miliardi di dollari nel 2020, mentre nel prossimo decennio l’incremento sarà addirittura del 33%, a fronte di un tasso mondiale medio di crescita previsto del 6%. Le opportunità sono allettanti, perché oltre ai Paesi citati sopra, con un mercato del vino già esistente e in vigorosa crescita, ve ne sono altri di prospettiva, come Repubblica Democratica del Congo, Angola, Costa d’Avorio e Nigeria, quest'ultima da qualche mese divenuta la prima economia africana. Queste opportunità, come dicevamo prima, non sono prive di ostacoli: la burocrazia, la corruzione, le difficoltà logistiche e l'inefficienza sono i maggiori nemici per gli esportatori. E poi, non c’è da dimenticare la concorrenza del Sudafrica, che sicuramente sarà la più avvantaggiata proprio dal punto di vista geo-politico. Concludo con una curiosità: in Etiopia ci sono già 1.500 ettari di vigneti coltivati!
martedì 16 febbraio 2016
ETICHETTA TERMOCROMATICA
L'idea è quella di un’etichetta a stampa termocromatica per la buona conservazione del vino. E' l’invenzione di Francesco Bellini, imprenditore nel settore bio-farmaceutico e patron dell’Ascoli F. C., che si colora quando la bottiglia scende sotto i 12 gradi, indicando così la giusta temperatura di servizio del vino, mentre compare la scritta “Natural Wine” a ricordare la filosofia produttiva della sua cantina Domodimonti, sita a Montefiore dell’Aso.
sabato 16 gennaio 2016
IL RE DELLE FESTE APPENA TRASCORSE
Sono state forse le Bollicine “regine” delle Festività appena passate, come tutti immaginano? No, il “re” delle feste è stato un grande rosso: il Barolo. A Natale ancora una volta ha vinto la tradizione di stappare grandi vini, simbolo di convivialità al quale non si rinuncia, dove spiccano sempre i Supertuscan Sassicaia, Tignanello, Masseto, l'Amarone della Valpolicella e il Brunello di Montalcino. Le bollicine però, come logico che fosse, non sono state a guardare, andando alla riscossa capeggiate dallo Champagne, Franciacorta e Trentodoc, immancabili come sempre per brindare. I canali di acquisto? Cantine prima ed enoteche poi, seguite da e-commerce che ha dato segnali di avanzata come nuovo canale di vendita.
mercoledì 9 dicembre 2015
VERDICCHIO: IL VINO BIANCO PIU' PREMIATO
E' il
Verdicchio che si conferma, per il terzo anno consecutivo,
il vino bianco autoctono più premiato dalle
guide, con 61 etichette, davanti a Fiano, Friulano, Soave
e Trebbiano d’Abruzzo. L’indagine, è stata presentata oggi
dal presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini Alberto
Mazzoni, con la campionessa di fioretto e testimonial
del Verdicchio 2016, Elisa Di Francisca, e riguarda
i risultati dei vini premiati dalle 8 principali guide italiane
di settore(Vini d’Italia del Gambero Rosso, Bibenda, I Vini d’Italia
de L’Espresso, I vini di Veronelli, Slow Wine, Vinibuoni
d’Italia, Guida essenziale ai vini d’Italia e Vitae).
sabato 28 novembre 2015
NOTIZIE SUL MERCATO MONDIALE DEL VINO
Notizie positive, nel terzo trimestre 2015, per quanto riguarda il commercio mondiale del vino.
Fondamentale la performance del Continente asiatico, che in Cina ritrova
una crescita forte e, insieme ad Hong Kong, Giappone e Corea del Sud,
tocca quota 1,9 milioni di ettolitri, per un valore di 1,1 miliardi di dollari, con una
crescita annuale pari al +19%. La sommatoria di Americhe, Asia ed Europa, vola
a 8,8 milioni di ettolitri di vino importato, con 4,1
miliardi di dollari in fatturato. Sono in difficoltà l’Europa e la Russia, mentre in America, al netto dei cambi, favorevoli al dollaro, Usa, Canada e
Brasile, sul fronte dei volumi, mettono a segno un saldo del +4%,
a 2,8 milioni di ettolitri. L’ultima nota riguarda i prezzi medi: sul
fronte asiatico si scende per la prima volta sotto quota 6 dollari al
litro; in fase di stabilità il Continente americano, a 5,51dollari per
litro, mentre si assesta la caduta delle quotazioni europee, a 3,70 dollari.
In media, un litro di vino ha viaggiato per il mondo a
4,69 dollari, registrando un calo del 7% sul 2014.
domenica 22 novembre 2015
VINO E TAPPI
Nella scelta di
una bottiglia di vino, il 77% dei consumatori tiene conto anche del tipo di
tappo usato. E' ancora il sughero che
domina nettamente, seguito dai tappi a
vite e da quelli sintetici. Tre tipologie in cui le rispettive
aziende leader investono in
ricerca, sostenibilità ed innovazione, e cercano di guadagnare quote di
mercato. E, in questo senso,
una delle strategie più efficaci sembra essere quella delle chiusure a vite e
in alluminio, molto
diffuse nel nord Europa e soprattutto nei mercati di Uk e Germania, ma che sta
conquistando anche un po' di spazio in
Italia. Questo perché mette più al sicuro dal famigerato “sentore di tappo”, ma soprattutto perché è la soluzione più pratica per il
consumatore. Il 17% dei
produttori italiani oggi utilizzano
tappi a vite e in alluminio per le loro produzioni, e anche per l’export, in quanto questo tipo di chiusura, è sempre più accettata dai clienti. Le chiusure
in alluminio per il vino hanno
guadagnato quote di mercato in tutto il mondo, tra il 2008 ed il 2013: dal 12%
al 31% in Francia, dal
29% al 47% in Germania, dal 7% al 10% in Spagna, dal 43% al 52% in Uk, dal 30%
al 43% in Usa, e dal
17% al 19% in Italia. E se, nel complesso, considerando la stessa bottiglia di
vino, e allo stesso prezzo,
tappata in sughero o in alluminio, il 39% dice che stapperebbe più volentieri
la prima, sul 34% che
preferirebbe la seconda, ci sono notevoli differenze tra mercato e mercato:
sughero batte alluminio 59% a
23% in Francia, 52% a 34% in Italia e 40% a 34% in Spagna, mentre il verdetto
si ribalta in Uk (40% a
18%), Usa (35% a 31%) e Germania (37% a 36%). Sulla praticità, però, non c’è
partita: dal 49% della
Francia al 68% di Uk e Germania, il tappo a vite in alluminio è il preferito in
assoluto!
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