Maurizio Peroni

LA VOCE DELLA TIPICITA' DEI VINI DELLA TRADIZIONE PICENA E FAMILIARE !
THE VOICE AND THE UNIQUE CHARACTER OF THE FAMILY AND PICENO TRADITION !

lunedì 2 agosto 2010

PREVISIONI VENDEMMIA 2010



Nelle stime della vendemmia 2010 sono tutti concordi: ecco allora collimare le previsioni della Cia , di Fedagri-Confcooperative e dell’Unione Italiana Vini.La Campagna Vitivinicola 2010 si appresta ad effettuare una raccolta abbastanza abbondante con un incremento tra il 3 e il 5% sul 2009 e con una aspettativa in termini di ettolitri di 46 milioni di vino ed un livello qualitativo buono. Una vendemmia omogenea sul 2009 anche nel dettaglio geografico delle macro-aree, con il Nord che dovrebbe
avere un andamento produttivo simile a quello dello scorso anno, il Centro un livello leggermente superiore e il Sud in recupero sulle perdite del 2009, ad eccezione di Sicilia e Sardegna, tendenzialmente in flessione. Da valutare, sul piano della quantità, gli effetti che avrà la “vendemmia verde” e gli estirpi previsti dalla nuova Ocm vino.

venerdì 30 luglio 2010

IL SISTEMA DISTRIBUTIVO AMERICANO



Essere presenti in molti mercati internazionali del vino significa certamente possedere la soluzione principale al problema di vuotare la propria cantina. Meno chiaro è invece comprendere quale siano le voci che fanno lievitare il prezzo di una bottiglia, anche in modo considerevole, appena questa varca i propri confini nazionali. A chiarire in modo per certi aspetti inatteso, queste dinamiche ci ha pensato la camera di commercio spagnola a New York, prendendo in esame forse il mercato più importante: gli Stati Uniti. Dall’analisi dell’ente spagnolo emerge la catena dei costi che porta una bottiglia di vino venduta dal produttore a 6 dollari, ad arrivare a costare al dettaglio 17,44 dollari e al ristorante addirittura 29 dollari. L’indagine evidenzia in modo decisamente chiaro il fatto che è il sistema distributivo americano che determina in maniera preponderante il rincaro della bottiglia in America. Infatti, i costi sostenuti per il trasporto sono irrisori, e pesano sul costo unitario a bottiglia solo per mezzo dollaro. Così come i costi sostenuti per tasse e/o dazi che incidono ugualmente in modo molto contenuto: 0,3 dollari. Passando alla voce importatore, l’analisi spagnola evidenzia
che il suo ricarico è pari a 2 dollari a bottiglia (il 30%) e che il distributore “obbligato” negli Usa,ricarica ancora altri 2,7 dollari. Infine, il dettagliante o il ristoratore, che rischiando maggiormente di non piazzare la bottiglia e trattando quantità più basse, ricaricano rispettivamente del 50% e del 150%. Questa è la lunga filiera del mercato americano che limitano le vendite delle moltissime varietà autoctone presenti nel Belpaese.

WINESTILLSOLDOUT.COM



Vi segnalo un interessante sito dall’America, dove in fatto di idee da applicare ad
internet se ne sono viste davvero di tutti i colori: WinesTillSoldOut.com, che tradotto letteralmente significa "vini fino all’esaurimento delle scorte".Si tratta di un'enoteca on-line che vende a prezzi dal 30 al 70% in meno dei negozi reali e degli altri venditori su internet. Il meccanismo è semplice:ogni mezzanotte viene messo in vendita un solo vino,che rimane on-line fino a esaurimento scorte. Ogni
giorno, possono essere messi in vendita al massimo 3 vini e in alcuni casi ci sono anche “maratone”, vendite di 48-120 tipi di vini differenti in un solo giorno. Peccato che si trovi in america, magari potrebbe essere una buona occasione per aprire una buona bottiglia di vino ad un prezzo ragionevole.

martedì 27 luglio 2010

LE BOLLICINE ITALIANE ALLA CONQUISTA DEL MONDO



Proprio ieri parlavamo delle difficoltà dei cugini francesi con i loro champagne; oggi la notizia positiva che le nostre bollicine tricolore continuano a conquistare il cuore degli enoappassionati del mondo: nella prima metà del 2010 si conferma il trend positivo dell’esportazione degli spumanti italiani, con un aumento del 18% in volume e del 4% in valore assoluto. Ad essere onesti però, c'è da dire che il nostro “portafoglio clienti” è di 78 Paesi, contro i 190 destinatari dell’export francese. L’Italia però ha una ricchezza di tipologie e territori che nessun altro Paese possiede. Un patrimonio di differenze da salvaguardare e su cui puntare. I dati dei
mercati dimostrano che c’è ancora moltissimo spazio per crescere; basta cercare nuovi Paesi consumatori. Dall’Asti al Prosecco, dalla Franciacorta al
Trentodoc, la via da seguire si conferma quella di puntare sulle tipicità locali; qualcosa in tal senso si sta muovendo visto che in questi ultimi anni, anche nella nostra zona del piceno si iniziano a spumantizzare le varietà autoctone, tipo la passerina o il pecorino. La parte del leone, nell’export però, è ancora nelle mani dell' Asti Docg e Prosecco Doc, con oltre il 60% di bottiglie vendute.
Dato preoccupante, per me, è la differenza così marcata tra volumi esportati e valore, sinonimo di un calo dei prezzi all’origine che si ripercuote sul valore al consumo nei mercati mondiali: ad oggi, ad un prezzo medio all’origine di 3,40 euro per bottiglia, fa riscontro un valore medio al consumo di 6,80 euro, vale a dire
un calo del 5% sul 2009.

lunedì 26 luglio 2010

LA CRISI DELLE BOLLICINE IN FRANCIA



Non è bastata la tantissima pubblicità gratuita che ha avuto lo Champagne, dopo il
ritrovamento delle bottiglie ultracentenarie ancora bevibili, “conservate” sul fondo del Mar Baltico per rimanere immune ai colpi della crisi economica; e la Francia enologica si spacca in due. A Bordeaux parte un piano per ridurre drasticamente il numero degli chateaux che producono a basso costo “Bordeaux base”. Infatti arriveranno sostegni finanziari e contributi vari per incentivare l’estirpazione e disincentivare i vignaioli più scadenti, mentre, allo stesso tempo, la produzione di vino nelle aree più redditizie di Bordeaux sarà aumentata. In Borgogna, invece, sarà l'opposto: l’Inao (Institut National des Appellations d’Origine) vuole creare due nuove Appellation, “Côteaux Bourguignons”, che si posiziona appena sotto alla Aoc Bourgogne, e “Côteaux Bourguignons”, che si pone tra le denominazioni della Côtes de Nuit e della Côtes de Beaune, per dare un maggiore impulso alle vendite dei vini low-cost della zona. Una
diversità strategica che segnerà la produzione dei galletti transalpini, anch’essi provati da una crisi senza precedenti.

domenica 25 luglio 2010

PILLOLE DI STORIA: IL SIMPOSIO GRECO


Bere vino per i Greci era anche un rito collettivo, sensibili come erano alla dimensione comunitaria del vivere. L'occasione per farlo era il SIMPOSIO, organizzato di solito per un matrimonio, per una festa familiare o per una ricorrenza religiosa. Gli invitati, almeno fino al IV secolo, dovevano essere rigorosamente tra tre e nove, che era poi il numero delle Grazie e delle Muse: assente la donna (almeno fino al periodo ellenistico). Il padrone di casa assegnava i posti agli invitati a seconda dell'importanza - la disposizione doveva essere tale in modo che tutti potessero vedersi e parlarsi - mentre del servizio si occupavano alcuni giovani che miscelavano il vino con l'acqua, lo attingevano e lo versavano. Consumato il pasto, come ci racconta anche Platone, una coppa di vino non annacquato veniva passata in cerchio perché ogni commensale potesse berne un sorso e brindare. Scrive il filosofo nel Convito: "… Socrate si sedette e quando ebbe finito di mangiare insieme ad altri fece libagioni. Poi cantarono tutti in onore del dio, compirono gli altri riti e si misero a bere". A questo "brindisi" ne seguivano altri, secondo un rituale che prevedeva il lavaggio delle mani e l'utilizzo di profumi e corone di fiori sul capo, di mirto o di edera (pianta sacra a Dioniso, con cui si adornavano anche le coppe). Del vino, versato fuori dalle coppe, era offerto anche a Zeus Olimpio, agli "spiriti degli eroi" e a Zeus Salvatore. Bere significava circondarsi di un'atmosfera magica: il vino era esso stesso divinità. E chi brindava assieme creava una comunità, anche se in epoca romana questo elemento rituale e sacrale tenderà progressivamente a diventare sempre più sfumato. E il banchetto si trasformerà in un evento borghese.

mercoledì 21 luglio 2010

ETILOMETRO BLOCCA-MOTORE

Sarà la solita "americanata"? Dal 15 agosto a New York chi è stato pizzicato già una volta a guidare in stato di ebbrezza, dovrà a proprie spese, istallare sulla propria auto un etilometro che impedisce l’accensione del motore se si è bevuto. L'idea è commentata positivamente anche dall’Italia, con Lino Stoppani, presidente Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi)che afferma: " è già da anni che stiamo sostenendo la validità e l’efficacia di questi dispositivi, e ci siamo rivolti anche ai
nostri referenti a Bruxelles. Però avremmo più forza con il sostegno dei nostri Ministri e politici”. Come dire : diamo da bere a tutti tanto poi dormono in macchina!