Maurizio Peroni

LA VOCE DELLA TIPICITA' DEI VINI DELLA TRADIZIONE PICENA E FAMILIARE !
THE VOICE AND THE UNIQUE CHARACTER OF THE FAMILY AND PICENO TRADITION !

lunedì 24 giugno 2013

LA REGIONE MARCHE E L'EXPORT

Riporto un'intervista rilasciata da Alberto Mazzoni direttore dell'Istituto marchigiano tutela vini (Imt).
A premessa di quanto sopra, si fa presente l'andamento positivo dell'export dei vini marchigiani. Dopo il +10% registrato nel 2012, nei primi mesi del 2013 l'aumento si colloca tra il 3% e il 5%. Il mercato italiano invece, presenta un conto salato soprattutto alle denominazioni più piccole. Dice Mazzoni: "Per le 830 aziende associate (70% con punto vendita in azienda) all'interno dell'Imt, che conta 16 vini a denominazione e 4 Docg, resta quindi decisivo proiettarsi all'estero. Soprattutto verso gli Usa che da soli coprono il 60% dell'export . L'Imt, che nei giorni scorsi ha rinnovato la fiducia al presidente Gianfranco Garofoli per il prossimo triennio, ha investito in promozione 9 milioni di euro negli ultimi 4 anni (di cui 3,8 da parte dei produttori). Siamo un collettore di finanziamenti e abbiamo dato vita a un sistema in cui anche il piccolo si deve sentire grande e, allo stesso modo dei grandi, deve avere la possibilità di vendere all'esteroIl mercato dei vini sotto il brand Marche è oggi dominato dal Verdicchio di Jesi, che da solo conta 14 milioni di bottiglie (60% esportate) e rappresenta circa metà della produzione regionale a Doc, con un fatturato di 25 milioni. L'altra parte del sistema Marche afferisce a Offida-Ascoli, che vanta il blasonato Rosso Piceno." Mi domando: è il Pecorino dove'è finito? " L'idea di unificare sotto un'unica gestione anche i prodotti ascolani non sembra tuttavia una bestemmia: Sono pronto al dialogo e non ho preclusioni; ci guadagneremmo tutti . Nel frattempo, l'Imt guarda avanti e, per venire incontro ai gusti del mercato, spinge per avere rossi meno strutturati, per promuovere i rosati e le bollicine, così come per una maggiore 'libertà di tappo' (a cominciare dal Rosso Conero). Si lavora anche alla ristrutturazione dei vigneti. Ai giovani dobbiamo dare un futuro, e lo si deve fare garantendo prima di tutto il valore delle uve”.

Nessun commento:

Posta un commento